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La peste del 1576 e la Sacra Sindone

La peste del 1576 e la Sacra Sindone

Si avvicina la Santa Pasqua e la Sacra Sindone è certamente uno dei simboli forti di questo che è il più importante periodo liturgico per la Chiesa Cattolica. Questo lenzuolo funerario, delle dimensioni di m 4,41 per 1,11, reca nella sua trama l’immagine di un uomo che porta dei segni che sarebbero compatibili con le torture descritte nella passione di Cristo. Per la fede cattolica è il lenzuolo che avvolse il corpo di Cristo nel sepolcro. Ma quello che, forse, non molti sanno è che la Sindone si trova a Torino in conseguenza di una epidemia. Durante la pestilenza che si abbatté su Milano tra gli anni 1576 e 1577 l’arcivescovo Carlo Borromeo fece voto di recarsi a piedi per pregare dinanzi alla Sacra Sindone, allora conservata nella città della Savoia, oggi francese, di Chambery in segno di ringraziamento quando sarebbe finita l’epidemia. Il duca di Savoia Emanuele Filiberto, venuto a conoscenza delle intenzioni dell’arcivescovo di Milano, per abbreviargli il cammino e alleviargli l’immane fatica di doversi recare a piedi fino a Chambery, ordinò di portare la Sindone a Torino che nel settembre 1578 venne posta così nel Duomo della capitale piemontese. Terminata la pestilenza Carlo Borromeo, accompagnato da un gruppo di devoti sia laici che credenti, in cinque giorni di cammino e, a piedi scalzi, raggiunse Torino dove poté pregare ai piedi della Sindone e sciogliere così il voto che aveva fatto nel corso della pestilenza. Da allora la Sacra Sindone non venne più riportata a Chambery, rimanendo per sempre a Torino e dal 1694 è collocata in una cappella, all’interno del Duomo, appositamente fatta costruire su progetto dell’architetto Guarino Guarini.

Pandemia e dintorni… n. 3 del 4 aprile 2020

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