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Le donne dell’Arte

Le donne dell’Arte

Ripercorrendo la storia dell’arte ci si accorge di come ricorrano sempre nomi maschili e viene da chiedersi come e quando la donna sia entrata a far parte del mondo dell’arte non tanto come modella di creazioni maschili ma come artefice di creazioni artistiche proprie. È grazie al fervore culturale del Rinascimento se le donne possono, finalmente, imparare l’arte di dipingere e anche ad imporsi all’attenzione di un mondo che ancora per molto rimarrà, comunque, prettamente maschile. A partire dal XVI secolo, grazie anche a genitori illuminati, alcune donne non solo entrano nel mondo della pittura ma riescono a farsi conoscere al di là dei confini cittadini, e le più dotate di talento ad imporsi anche in ambito europeo. È quello che accadde, ad esempio, alla primogenita del Tintoretto, Marietta Robusti, che lavora nella bottega paterna dimostrando una tale abilità da essere invitata alla corte del re di Spagna Filippo II, senza che il padre, però, le concedesse di recarsi in terra straniera. Permesso che ottenne, invece, Sofonisba Anguissola che diventò la ritrattista ufficiale della corte spagnola tra il 1559 e il 1580. Nata in una famiglia nobile di Cremona, venne educata secondo gli ideali umanistici del Rinascimento e mandata a studiare prima presso il pittore locale Bernardino Campi e poi da Bernardino Gatti. Si specializzò nel ritratto e fu influenzata non solo dai suoi maestri ma anche da Raffaello, Correggio e Michelangelo, col quale si incontrò a Roma nel 1554. Molte delle opere della pittrice sono andate, purtroppo, distrutte in un incendio divampato nell’Alcazar di Madrid.

Nello stesso periodo si afferma come valente miniaturista e ritrattista la fiamminga Levina Teerlinc. In Italia si impongono all’attenzione del mondo artistico Barbara Longhi figlia del manierista Luca ed Elisabetta Sirani che, a diciassette anni, gestiva una propria scuola d’arte per fanciulle alle quali insegnava le tecniche della pittura e dell’incisione.

Artemisia Gentileschi sarà la prima donna ad essere ammessa all’Accademia del Disegno di Firenze ed una delle maggiori protagoniste nella storia dell’arte. Nel Seicento si afferma, soprattutto nel nord Europa, una borghesia mercantile che ostenta la posizione sociale raggiunta anche attraverso un ricercato arredamento delle abitazioni. È in questo momento di ricerca di soggetti nuovi e decorativi che si diffonde il genere della natura morta in cui primeggiano le pittrici olandesi Clara Peeters, Maria Van Oosterwijck e Rachel Ruysch. In Italia si deve a Fede Galizia una delle prime nature morte con frutta della nostra storia artistica. Un caso singolare è Maria Sibylla Merian che specializzata nell’illustrazione botanica ed entomologica, viene inviata dalle autorità olandesi nella colonia del Suriname per illustrare i risultati di una spedizione scientifica.

Del Settecento italiano ricordiamo Rosalba Carriera, che fu una straordinaria ritrattista con la tecnica del pastello e in Europa Angelica Kaufmann e Marie-Guillemine Benoist. La Kaufmann ottenne numerosi riconoscimenti accademici e suscitò scandalo a causa di disegni di nudi maschili ritratti dal vero; la seconda, allieva di Jacques-Louis David, si batté per l’abolizione della schiavitù anche attraverso la produzione di dipinti simbolici.

La pittura del XIX secolo viene profondamente rinnovata dall’impressionismo, movimento di cui fecero parte: Mary Cassatt, Berthe Morisot, Suzanne Valadon ed Eva Gonzalès. Berthe Morisot oltre che modella fu la prima donna ad unirsi al gruppo dei grandi maestri francesi, e contribuì anche all’organizzazione, a Parigi, di una prima collettiva per sole donne (Salon des Femmes). Suzanne Valadon è la prima donna ad essere ammessa alla Société Nationale des Beaux-Arts. Fu modella e amante di Toulouse-Lautrec e madre di Maurice Utrillo, che sarà anch’egli un famoso pittore. Molto apprezzata anche Eva Gonzales, che non fece in tempo a veder riconosciute le sue doti artistiche, in quanto morì di parto a soli trentaquattro anni.

Le donne partecipano anche al rinnovamento della pittura del Novecento, anche se dalla critica vengono considerate più muse ispiratrici di grandi maestri che brave artiste. Parliamo di Gabriele Munter compagna di Kandinskji, Marie Laurencin amante e modella di Apollinaire, Leonora Carrington protagonista di una lunga relazione con Max Ernst, Frida Kahlo sposata con Diego Rivera e Jeanne Hébuterne compagna di Amedeo Modigliani.

Protagoniste dell’arte tra le due guerre sono Sonia Terk Delaunay affermatasi nel campo dell’astrattismo, e Tamara de Lempicka autentica star dell’art deco, famosa per dei ritratti di donne di aspetto volitivo, moderne ed emancipate.

Va ricordata, infine, Tina Modotti che agli inizi del Novecento si afferma nella fotografia, un genere creativo nuovo, in cui pochissime donne si erano fino ad allora cimentate.

8 marzo – Giornata Internazionale della Donna

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